Affitti brevi in Toscana: cena all’aperto in una villa con vista sulle colline

Una recente sentenza riapre il tema della non imprenditorialità negli affitti brevi e invita a riflettere su come viene gestita realmente l’attività.

Negli ultimi anni, sempre più proprietari hanno scelto la locazione turistica non imprenditoriale per mettere a reddito la propria casa in Toscana. Una soluzione semplice, flessibile e, almeno in apparenza, senza particolari complicazioni. Ma oggi il confine tra gestione “privata” e attività imprenditoriale è diventato molto più sottile di quanto si pensi. Una recente sentenza del Tribunale di Firenze lo dimostra chiaramente, riportando l’attenzione su un tema che riguarda da vicino molti proprietari.Il caso di Firenze e cosa significa oggi per i proprietariLa Corte di Giustizia Tributaria di Firenze (sentenza n. 148 del 02/03/2026) ha analizzato la posizione di un proprietario che affittava un immobile con continuità da oltre 7 anni. Il punto centrale non era come l’attività fosse stata dichiarata, ma come veniva gestita nella realtà. Nel caso specifico, il numero di prenotazioni era molto elevato, l’immobile veniva affittato senza interruzioni significative e, soprattutto, rappresentava la principale fonte di reddito del proprietario. Questi elementi, nel loro insieme, hanno portato i giudici a ritenere che non si trattasse più di una semplice locazione tra privati, ma di un’attività svolta in modo abituale, organizzato e continuativo. Di conseguenza, è stata esclusa anche la possibilità di applicare la cedolare secca.In altre parole: non basta definirsi “privato” per esserlo davvero.Questa sentenza chiarisce un aspetto fondamentale: non conta solo la forma, ma la sostanza dell’attività. Anche con un solo immobile, una gestione continuativa, un numero elevato di ospiti e un’organizzazione sempre più strutturata — tra pulizie, gestione delle prenotazioni, comunicazione con gli ospiti — possono far emergere una natura imprenditoriale.Nel frattempo, anche la normativa si è fatta più stringente: oggi basta superare i 2 immobili per essere considerati imprenditori per legge. Ma il punto più importante è un altro: come dimostra questo caso, si può arrivare alla stessa conclusione anche senza superare quella soglia, semplicemente per il modo in cui l’attività viene gestita nel tempo.Nota Legale: Un segnale, non ancora un verdetto finale. È importante precisare che quella di Firenze è una sentenza di primo grado. Ciò significa che il contribuente ha ancora la possibilità di ricorrere in appello e, potenzialmente, in Cassazione. Tuttavia, la pronuncia segna un precedente pesantissimo: i giudici tributari stanno iniziando a guardare alla "sostanza economica" dell'affitto breve, ignorando le etichette formali di "privato" o "non imprenditore".Perché è importante fare attenzione.Il rischio è che queste situazioni emergano dopo anni, quando l’attività è già ben avviata e ha generato un volume significativo di prenotazioni. E quando succede, le conseguenze possono essere rilevanti: accertamenti fiscali retroattivi, perdita dei benefici della cedolare secca, sanzioni e adeguamenti amministrativi. Se l'attività viene riqualificata come impresa, il danno economico non si ferma alla perdita dell'aliquota agevolata. Il proprietario potrebbe trovarsi a dover gestire:Recupero dell'IVA : L'IVA mai applicata sui canoni pregressi diventa un costo diretto per il proprietario.Contributi INPS: L'obbligo retroattivo di iscrizione alla Gestione Commercianti con il versamento dei contributi minimi e percentuali.Sanzioni per omessa fatturazione: Multe pesanti per non aver emesso fattura e non aver tenuto i registri contabili obbligatori.Con l’entrata a regime del CIN (Codice Identificativo Nazionale) e l’obbligo per i portali (Airbnb, Booking) di comunicare i dati all'Agenzia delle Entrate, il "fai-da-te" fiscale è diventato estremamente rischioso. Oggi gli algoritmi del Fisco possono incrociare in pochi secondi il numero di notti vendute con i redditi dichiarati, rendendo le attività professionali "mascherate" facilmente individuabili.Si tratta quindi di un tema che non riguarda solo la gestione operativa, ma la tutela complessiva dell’investimento. Gestire una casa in Toscana resta un’opportunità importante, e per molti proprietari rappresenta una scelta naturale.  Ma oggi più che mai, non basta farlo: è fondamentale farlo nel modo giusto, con una visione chiara e consapevole.Ogni casa ha una storia diversa, così come ogni gestione. Capire qual è l’approccio giusto fin dall’inizio è ciò che fa davvero la differenza nel tempo. Se vuoi capire come impostare al meglio la tua situazione, siamo a disposizione per un confronto. Puoi scriverci a elisa@tuscanhouses.com

Affitti brevi: quando la locazione turistica diventa impresa?: Leggi Altro  

La Furbina TuscanHouses

Scopri il piacere di cenare all’aperto nelle case di campagna in Toscana. Ville e casali tra ulivi e colline, tramonti sul mare e serate indimenticabili.

Il primo giorno in una casa in Toscana è sempre qualcosa di speciale.Arrivi nel tardo pomeriggio, lasci le valigie, apri le finestre e l’aria della sera entra piano. La casa è proprio come te l’aspettavi… spesso anche meglio!Ma è quando qualcuno chiede: “Dove si mangia?” che la vacanza inizia davvero.Senza fretta, il tavolo comincia ad animarsi con le poche cose comprate lungo la strada: pane, pomodori, un pezzo di formaggio, una bottiglia di vino… Si apparecchia con quello che c’è. Niente è perfetto, ma tutto funziona.In molte case di campagna in Toscana, il cuore della sera è un tavolo all’aperto.Può essere sotto un pergolato coperto di glicine, con la luce che filtra tra le foglie, oppure in giardino, sotto un albero. A volte è una terrazza con vista sul lago.Spesso la prima cena è la più bella: semplice, improvvisata, senza programmi.I piatti arrivano senza un ordine preciso, qualcuno si alza per prendere altro pane, qualcuno versa il vino, qualcuno racconta una storia.Nessuno guarda l’orologio. In Toscana la cena sembra non finire mai. Le cicale riempiono l’aria, poi piano piano si fermano. Restano le voci, i bicchieri che si toccano, qualche risata. Non c’è musica. Non serve.A rendere tutto più vero sono le persone. Chi ti ha accolto in casa lasciandoti una bottiglia di vino dicendoti “questo è quello giusto per la serata”. La signora del paese che vende le verdure dell’orto. Il piccolo ristorante poco distante che prepara qualcosa da portare a casa. Sono dettagli semplici, ma sono quelli che restano.La luce cambia poco alla volta, arriva la notte, ma nessuno ha voglia di alzarsi. Si resta a tavola ancora un po’, anche senza più mangiare.Poi, quasi senza accorgersene, la serata finisce. Si sparecchia insieme, si chiude piano la casa e si va a letto con quel senso di pienezza che hanno solo le giornate semplici, già pensando alla colazione del giorno dopo, all’aperto con la stessa calma.Non è tanto la casa a fare la differenza. È il modo in cui la si vive. C’è ad esempio la Casa degli Olivi, un affascinante casale completamente ristrutturato di recente, immerso tra le pittoresche colline pisane e circondato da centinaia di ulivi: un rifugio tranquillo con un bellissimo giardino, un pergolato ombreggiato e tramonti mozzafiato sulla valle toscana. Ci sono case immerse tra gli ulivi, più raccolte, dove la sera arriva piano, dove la cena diventa facilmente un momento condiviso, tra un bicchiere di vino e una chiacchiera che sembra non aver fine.La Furbina, con un grande portico affacciato sulla piscina e sulla campagna, che invita a vivere all’aperto, senza pensarci troppo. Il tavolo è lì, la vista è aperta, tutto invita a rallentare.E ci sono case più piccole con una vista ampia che arriva fino al mare, dove la cena è più intima, quasi silenziosa, con la luce e il rumore della campagna come sfondo.Il Castagno, sulle colline di Camaiore, è uno di quei luoghi. Una casa antica circondata da ulivi e terrazzamenti, con una vista aperta e tramonti sul mare. Le serate lente, le cene all’aperto, l’aria fresca , il piacere della tavola senza fretta, il suono del silenzio e la luce che lascia spazio alla notte: non era questo che stavate cercando?Sono proprio queste sere a rendere speciale una vacanza in Toscana. Le nostre case nascono per essere vissute così: tra giardini, terrazze, porticati e tavoli sotto le stelle. Scegli la tua su Tuscanhouses.com

Scopri il fascino delle serate all’aperto tra ville e casali: Leggi Altro  

Avete deciso di visitare Lucca ma non sapete da dove iniziare? Un piccolo consiglio: partite dalla Lucca Visit Card.

Scoprire Lucca diventa semplice con la Lucca Visit Card, il biglietto cumulativo che permette di accedere ai principali musei, torri e luoghi di interesse della città. Una soluzione pratica per vivere il centro storico senza pensieri, tra arte, storia.Pensata per semplificare l’esperienza di chi arriva in città, è la scelta ideale per chi desidera immergersi nel patrimonio culturale lucchese senza dover pianificare ogni singolo ingresso. Un’unica formula, pratica e conveniente, che apre le porte ai principali e luoghi di interesse, valorizzando al tempo stesso l’identità della città.Un viaggio tra storia, arte e bellezzaCon la Visit Card è possibile accedere ad alcuni dei luoghi più iconici di Lucca, ognuno con una storia da raccontare.Si può partire dal Puccini Museum – Casa Natale del celebre compositore Giacomo Puccini, per poi proseguire verso la suggestiva Torre Guinigi, famosa per il suo giardino pensile con alberi sulla sommità. Lungo il cammino si incontra anche anche la Torre delle Ore, la più alta delle oltre 130 torri che, dal Medioevo, disegnano lo skyline della città.Tra un museo ricco di storia e una torre panoramica, vale la pena rallentare il passo e fermarsi da Taddeucci per assaggiare il celebre Buccellato, fragrante e profumato di anice e uvetta: un piccolo rituale di gusto che fa parte dell’anima più autentica di Lucca. Se si desidera approfondire la storia delle famiglie più potenti e influenti della città, si può allungare il percorso fino al Museo Nazionale di Villa Guinigi che, insieme al il Museo Nazionale di Palazzo Mansi, rappresenta una delle dimore storiche più affascinanti di Lucca.Riprendendo il cammino si raggiunge il Complesso museale ed archeologico della Cattedrale di Lucca: un concentrato di arte sacra e storia millenaria.A completare l’esperienza, una pausa nella natura all’Orto Botanico di Lucca regala un momento di tranquillità, tra piante storiche e angoli verdi nel cuore della città.Dalla parte opposta del centro storico si trova invece il Complesso della Basilica e Campanile di San Frediano, celebre anche per i suoi splendidi mosaici.Da qui, chi ama la storia più antica può concludere il percorso visitando la Domus Romana di Lucca, che offre uno sguardo affascinante sulla città romana, e proseguire fino al Museo Antica Zecca di Lucca, dove si racconta il passato economico e politico della Repubblica lucchese.Nel mezzo, ci si può concedere un’altra dolce sosta da Caniparoli, storica cioccolateria dove il cioccolato viene lavorato a mano, da oltre trent’anni, con la stessa passione.La Lucca Visit Card diventa così un modo semplice e piacevole per vivere la città con leggerezza, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla bellezza che Lucca sa offrire ad ogni passo.Lucca è una città da scoprire con calma, un passo alla volta. Scegli la casa che ti permette di viverla al tuo ritmo su Tuscanhouses.com

Lucca Visit Card: la chiave per scoprire la città, senza pensieri: Leggi Altro