Colourful local market in a Tuscan village square in spring sunshine

Prima della folla, dopo il grigio: aprile e maggio sono il momento più bello per scoprire la Toscana

 Perché la primavera (qui) funziona meglioIn estate la Toscana è bellissima, ma è anche prevedibile.In primavera no. In primavera le giornate si allungano poco alla volta, quel tanto che basta per restare fuori senza guardare l’orologio. Le temperature sono ideali per camminare, sedersi al sole, spostarsi senza cercare riparo. La fretta smette di essere una priorità.In tutto questo, la normalità fa la differenza. Te ne accorgi entrando in un bar, dove i clienti sono quelli sempre. O passeggiando tra i banchi del mercato dove le persone non sgattaiolano più via in tutta fretta, ma girano scegliendo con calma.Ed è in questo preciso istante che capisci che la primavera è il momento migliore per essere in Toscana.Niente turismo mordi e fuggi, niente ritmi forzati. Meno affollamento, più facilità negli spostamenti, ristoranti accessibili senza attese, ritmi più rilassati e, spesso, costi più contenuti. In questa Toscana più vivibile, anche trovare una buona sistemazione è meno complicato rispetto all’alta stagione.I mercati, visti da dentroFrequentare il mercato, in Toscana, è un’abitudine.Quelli settimanali accompagnano la vita quotidiana: frutta e verdura, prodotti locali, abbigliamento, oggetti per la casa. Ogni zona ha il suo giorno e il mercato si sposta, seguendo un ritmo preciso, dalle città ai paesi più piccoli. In genere i giorni dedicati al mercato nelle città sono due: a Lucca, Pisa e Pistoia ogni mercoledì e sabato, ad esempio. Mentre nei centri minori il mercato arriva una volta alla settimana (a Camaiore il venerdì, a Viareggio il giovedì, a Vico Pisano il sabato).In Versilia il Mercato del Forte è un'istituzione. Un punto di riferimento per chi cerca capi di qualità, cashmere, biancheria per la casa, ceramiche e oggetti, spesso a prezzi interessanti. Si tiene tutti i mercoledì dalle 8:00 alle 13:30 e, dalla primavera fino a ottobre, anche la domenica in Piazza Marconi a Forte dei Marmi.E poi ci sono i mercati contadini. A Lucca, ad esempio, il sabato (dalle 7 alle 13.00) al Foro Boario si trovano verdure, frutta, cereali, legumi, latticini, uova, carni, prodotti rigorosamente stagionali e a km zero. Fatti come si deve e portati direttamente dalle piccole aziende agricole locali.Antiquariato: appuntamenti da segnareAccanto ai mercati settimanali, ci sono gli appuntamenti mensili con l’antiquariato, che in primavera tornano ad animare piazze e centri storici.Arezzo. Fiera Antiquaria.Perché andarci. È la più antica e prestigiosa d’Italia. Con oltre 200 espositori, si può trovare di tutto: oggetti, arredi, mobili d'epoca, gioielli, libri rari, stampe, ceramiche, monete, giocattoli, vestiti vintage, quadri e curiosità da collezionismo.Quando. Prima domenica del mese e sabato precedente, in Piazza Grande e centro storico.Lucca. Mercato antiquario. Perché andarci. Le bancarelle si inseriscono nelle piazze storiche e negli angoli più suggestivi di Lucca, quindi è anche una occasione per conoscere meglio questa splendida città.Quando. Terza domenica del mese e sabato precedente, dentro le mura (Piazza Antelminelli e dintorni)Camaiore. Camaiore Antiqua.Perché andarci. Nato per valorizzare il territorio tutto l’anno, è un punto di riferimento per gli appassionati modernariato, vintage e brocanteQuando. Quarto sabato del mese (esclusi luglio e agosto), nel centro storico pedonale.Nei borghi, prima che il ritmo cambiBorghi e zone collinari in questo periodo danno il meglio: Lucca e dintorni, Garfagnana, Val d’Orcia, campagne dell’aretino. A volte la scelta migliore è deviare: prendere una strada secondaria, fermarsi dove non era previsto.E allora può capitare di ritrovarsi in strade raccolte, piazze e palazzi silenziosi, centri nati in epoca medievale, troppo pieni in estate ma accessibili e accoglienti in primavera. Magari ci si ritrova in una festa o sagra non segnalata, eventi di paese pensati più per chi ci vive che per chi arriva. Ed è proprio questo che li rende interessanti.Eventi che vale la pena non perdereLucca, Festa dei fiori e dei dolci di Santa Zita.Perché andarci. Un appuntamento che celebra la primavera e trasforma il centro storico in un vero e proprio giardino, dedicato alla “Santa dei Fiori”. Partecipare significa entrare nel cuore delle tradizioni lucchesi: passeggiare tra i banchi colorati di Piazza Anfiteatro, scegliere piante e fiori, assaggiare i tipici “dolci di erbi”.Quando. Dal 23 al 27 aprile 2026Marlia (LU), Marcia delle VillePerché andarci. Sulle colline lucchesi, in programma sabato 25 aprile 2026, attraversa paesaggi di grande bellezza tra dimore storiche e ville monumentali aperte per l’occasione. Un modo diverso di scoprire il territorio, tra natura, architettura e soste conviviali.Quando. Sabato 25 aprile 2026Calcinaia (PI) Sagra della NozzaPerché andarci. La cultura di un luogo passa anche dai suoi piatti. Per questo, a chi vuole entrare davvero nel ritmo della Toscana, consigliamo sempre di partecipare a una festa gastronomica. Sono momenti semplici, ma autentici, dove il cibo racconta storie che esistono da generazioni.La Sagra della Nozza è dedicata a un dolce della tradizione contadina: una cialda a forma di cono, profumata di anice e rosolio, da gustare così com’è oppure riempita con panna montata.Quando. 16-17 maggio 2026Pistoia, Pistoia in FiorePerché andarci. Per due giorni le strade nel cuore della città si trasformano in un grande percorso espositivo all’aperto, con una straordinaria varietà di piante, fiori, essenze naturali, complementi per il giardino e creazioni artigianali.Quando. Venerdì 22 e sabato 23 maggio 2026Qualche consiglio praticoCome vestirsi.In Toscana a primavera preparati a giornate calde e soleggiate, ma con serate che possono ancora essere frizzanti. Quindi il consiglio è di vestirsi a strati o, come si dice in Toscana a cipolla! Una maglietta, una camicia, un golf e una giacca antivento, soprattutto se si decide di passare fuori l’intera giornata.Naturalmente le scarpe devono essere comode, sempre.Quando prenotare.Aprile e maggio non sono più mesi “di passaggio”. Sempre più richiesti, soprattutto da chi cerca tranquillità: le soluzioni migliori si esauriscono prima di quanto si pensi.La primavera è breve, e sempre più richiesta. Se stai cercando una vacanza in questo periodo, questo è il momento giusto per trovare la tua villa in Toscana, prima che il ritmo cambi.

Primavera in Toscana: mercati, borghi e il meglio della stagione: Leggi Altro  

Affitti brevi in Toscana: cena all’aperto in una villa con vista sulle colline

Una recente sentenza riapre il tema della non imprenditorialità negli affitti brevi e invita a riflettere su come viene gestita realmente l’attività.

Negli ultimi anni, sempre più proprietari hanno scelto la locazione turistica non imprenditoriale per mettere a reddito la propria casa in Toscana. Una soluzione semplice, flessibile e, almeno in apparenza, senza particolari complicazioni. Ma oggi il confine tra gestione “privata” e attività imprenditoriale è diventato molto più sottile di quanto si pensi. Una recente sentenza del Tribunale di Firenze lo dimostra chiaramente, riportando l’attenzione su un tema che riguarda da vicino molti proprietari.Il caso di Firenze e cosa significa oggi per i proprietariLa Corte di Giustizia Tributaria di Firenze (sentenza n. 148 del 02/03/2026) ha analizzato la posizione di un proprietario che affittava un immobile con continuità da oltre 7 anni. Il punto centrale non era come l’attività fosse stata dichiarata, ma come veniva gestita nella realtà. Nel caso specifico, il numero di prenotazioni era molto elevato, l’immobile veniva affittato senza interruzioni significative e, soprattutto, rappresentava la principale fonte di reddito del proprietario. Questi elementi, nel loro insieme, hanno portato i giudici a ritenere che non si trattasse più di una semplice locazione tra privati, ma di un’attività svolta in modo abituale, organizzato e continuativo. Di conseguenza, è stata esclusa anche la possibilità di applicare la cedolare secca.In altre parole: non basta definirsi “privato” per esserlo davvero.Questa sentenza chiarisce un aspetto fondamentale: non conta solo la forma, ma la sostanza dell’attività. Anche con un solo immobile, una gestione continuativa, un numero elevato di ospiti e un’organizzazione sempre più strutturata — tra pulizie, gestione delle prenotazioni, comunicazione con gli ospiti — possono far emergere una natura imprenditoriale.Nel frattempo, anche la normativa si è fatta più stringente: oggi basta superare i 2 immobili per essere considerati imprenditori per legge. Ma il punto più importante è un altro: come dimostra questo caso, si può arrivare alla stessa conclusione anche senza superare quella soglia, semplicemente per il modo in cui l’attività viene gestita nel tempo.Nota Legale: Un segnale, non ancora un verdetto finale. È importante precisare che quella di Firenze è una sentenza di primo grado. Ciò significa che il contribuente ha ancora la possibilità di ricorrere in appello e, potenzialmente, in Cassazione. Tuttavia, la pronuncia segna un precedente pesantissimo: i giudici tributari stanno iniziando a guardare alla "sostanza economica" dell'affitto breve, ignorando le etichette formali di "privato" o "non imprenditore".Perché è importante fare attenzione.Il rischio è che queste situazioni emergano dopo anni, quando l’attività è già ben avviata e ha generato un volume significativo di prenotazioni. E quando succede, le conseguenze possono essere rilevanti: accertamenti fiscali retroattivi, perdita dei benefici della cedolare secca, sanzioni e adeguamenti amministrativi. Se l'attività viene riqualificata come impresa, il danno economico non si ferma alla perdita dell'aliquota agevolata. Il proprietario potrebbe trovarsi a dover gestire:Recupero dell'IVA : L'IVA mai applicata sui canoni pregressi diventa un costo diretto per il proprietario.Contributi INPS: L'obbligo retroattivo di iscrizione alla Gestione Commercianti con il versamento dei contributi minimi e percentuali.Sanzioni per omessa fatturazione: Multe pesanti per non aver emesso fattura e non aver tenuto i registri contabili obbligatori.Con l’entrata a regime del CIN (Codice Identificativo Nazionale) e l’obbligo per i portali (Airbnb, Booking) di comunicare i dati all'Agenzia delle Entrate, il "fai-da-te" fiscale è diventato estremamente rischioso. Oggi gli algoritmi del Fisco possono incrociare in pochi secondi il numero di notti vendute con i redditi dichiarati, rendendo le attività professionali "mascherate" facilmente individuabili.Si tratta quindi di un tema che non riguarda solo la gestione operativa, ma la tutela complessiva dell’investimento. Gestire una casa in Toscana resta un’opportunità importante, e per molti proprietari rappresenta una scelta naturale.  Ma oggi più che mai, non basta farlo: è fondamentale farlo nel modo giusto, con una visione chiara e consapevole.Ogni casa ha una storia diversa, così come ogni gestione. Capire qual è l’approccio giusto fin dall’inizio è ciò che fa davvero la differenza nel tempo. Se vuoi capire come impostare al meglio la tua situazione, siamo a disposizione per un confronto. Puoi scriverci a elisa@tuscanhouses.com

Affitti brevi: quando la locazione turistica diventa impresa?: Leggi Altro  

La Furbina TuscanHouses

Scopri il piacere di cenare all’aperto nelle case di campagna in Toscana. Ville e casali tra ulivi e colline, tramonti sul mare e serate indimenticabili.

Il primo giorno in una casa in Toscana è sempre qualcosa di speciale.Arrivi nel tardo pomeriggio, lasci le valigie, apri le finestre e l’aria della sera entra piano. La casa è proprio come te l’aspettavi… spesso anche meglio!Ma è quando qualcuno chiede: “Dove si mangia?” che la vacanza inizia davvero.Senza fretta, il tavolo comincia ad animarsi con le poche cose comprate lungo la strada: pane, pomodori, un pezzo di formaggio, una bottiglia di vino… Si apparecchia con quello che c’è. Niente è perfetto, ma tutto funziona.In molte case di campagna in Toscana, il cuore della sera è un tavolo all’aperto.Può essere sotto un pergolato coperto di glicine, con la luce che filtra tra le foglie, oppure in giardino, sotto un albero. A volte è una terrazza con vista sul lago.Spesso la prima cena è la più bella: semplice, improvvisata, senza programmi.I piatti arrivano senza un ordine preciso, qualcuno si alza per prendere altro pane, qualcuno versa il vino, qualcuno racconta una storia.Nessuno guarda l’orologio. In Toscana la cena sembra non finire mai. Le cicale riempiono l’aria, poi piano piano si fermano. Restano le voci, i bicchieri che si toccano, qualche risata. Non c’è musica. Non serve.A rendere tutto più vero sono le persone. Chi ti ha accolto in casa lasciandoti una bottiglia di vino dicendoti “questo è quello giusto per la serata”. La signora del paese che vende le verdure dell’orto. Il piccolo ristorante poco distante che prepara qualcosa da portare a casa. Sono dettagli semplici, ma sono quelli che restano.La luce cambia poco alla volta, arriva la notte, ma nessuno ha voglia di alzarsi. Si resta a tavola ancora un po’, anche senza più mangiare.Poi, quasi senza accorgersene, la serata finisce. Si sparecchia insieme, si chiude piano la casa e si va a letto con quel senso di pienezza che hanno solo le giornate semplici, già pensando alla colazione del giorno dopo, all’aperto con la stessa calma.Non è tanto la casa a fare la differenza. È il modo in cui la si vive. C’è ad esempio la Casa degli Olivi, un affascinante casale completamente ristrutturato di recente, immerso tra le pittoresche colline pisane e circondato da centinaia di ulivi: un rifugio tranquillo con un bellissimo giardino, un pergolato ombreggiato e tramonti mozzafiato sulla valle toscana. Ci sono case immerse tra gli ulivi, più raccolte, dove la sera arriva piano, dove la cena diventa facilmente un momento condiviso, tra un bicchiere di vino e una chiacchiera che sembra non aver fine.La Furbina, con un grande portico affacciato sulla piscina e sulla campagna, che invita a vivere all’aperto, senza pensarci troppo. Il tavolo è lì, la vista è aperta, tutto invita a rallentare.E ci sono case più piccole con una vista ampia che arriva fino al mare, dove la cena è più intima, quasi silenziosa, con la luce e il rumore della campagna come sfondo.Il Castagno, sulle colline di Camaiore, è uno di quei luoghi. Una casa antica circondata da ulivi e terrazzamenti, con una vista aperta e tramonti sul mare. Le serate lente, le cene all’aperto, l’aria fresca , il piacere della tavola senza fretta, il suono del silenzio e la luce che lascia spazio alla notte: non era questo che stavate cercando?Sono proprio queste sere a rendere speciale una vacanza in Toscana. Le nostre case nascono per essere vissute così: tra giardini, terrazze, porticati e tavoli sotto le stelle. Scegli la tua su Tuscanhouses.com

Scopri il fascino delle serate all’aperto tra ville e casali: Leggi Altro